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Bracconaggio, numeri allarmanti
1.300 trappole raccolte nel cagliaritano

La campagna anti-bracconaggio del 2016 ha raggiunto il sud dell'isola. I vertici LAC: "fenomeno ancora diffuso, bisogna prevenire e sensibilizzare"...

L'Agorà Sardegna 

Ventesimo appuntamento per l'annuale campagna anti-bracconaggio nel cagliaritano. Circa 1.300 le trappole individuate e neutralizzate dagli operatori, di cui oltre 1.200 per l'avifauna. I sistemi più utilizzati sono i lacci in nylon e crine posizionati sui rami degli alberi. Centinaia, invece, le armature metalliche rinvenute a terra, che oltre ad alcuni tipi di volatili sono in grado di imprigionare cervi e cinghiali. La bonifica è avvenuta nei boschi e in alcuni vasti tratti di macchia mediterranea, e ha evidenziato quanto ancora ci sia da lavorare per la prevenzione e il monitoraggio delle campagne.

"Anche quest'anno siamo particolarmente soddisfatti dai risultati dell'iniziativa" hanno commentato gli esponenti della Lega Abolizione Caccia. "Abbiamo fornito un valido aiuto al Corpo Forestale e ai Carabinieri, che quotidianamente combattono il bracconaggio, un fenomeno ancora sorprendentemente diffuso in alcune regioni italiane". I volontari che hanno supportato le operazioni provengono non solo dalla Sardegna, ma anche dal Lazio, dal Piemonte e dalla Lombardia, insieme al Gruppo d'Intervento Giuridico Onlus.

Le trappole vietate e gli esemplari di fauna senza vita sono stati consegnati alle Forze dell'Ordine. Al contrario di alcune altre occasioni non è stato trovato sul posto nessun bracconiere, e in termini generali si è avvertita una minore densità di apparecchi finalizzati alla cattura e alla vendita "sottobanco" degli animali. Dati che fanno sperare, ma che non devono fungere da motivazione per abbassare la guardia. Le ispezioni nei mercati della provincia, fortunatamente, non hanno rivelato alcuna attività sospetta.

Come sempre si ritiene necessaria la sensibilizzazione. Il bracconaggio è un'attività illegale, capace di compromettere l'ambiente ancor prima di alimentare un giro d'affari eticamente scorretto. Secondo le stime, tuttavia, sarebbero proprio alcuni ristoranti del luogo ad appoggiarsi al fenomeno, acquistando a basso prezzo la selvaggina catturata illecitamente. Per questo, parallelamente alla prevenzione, è importante educare i consumatori al buon senso e al giusto istinto critico.

Nella foto: una grande trappola per volatili 

(29/12/2016)

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