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"Uniti per riscrivere la storia d'Italia"
A Cagliari I manifesto dei sindaci

Stati generali a Cagliari dei primi cittadini. Palazzo viceregio celebra i primi vagiti di un nuovo partito nazionale. E' nato il Partito dei sindaci?

L'AGORA' SARDEGNA 

Il leitmotiv è quello di sempre far rinascere il Paese, la sostanza dar vita ad un nuovo partito sulla scena politica nazionale. E la spinta pare esserci tutta dopo il summit-convegno “Dal buongoverno delle città le idee per superare la crisi e far rinascere il Paese ” tenutosi ieri al Palazzo Viceregio di Cagliari.

Organizzato dal partito Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) a livello comunale tramite Massimo Zedda e a livello regionale dal consigliere Francesco Agus, dagli esponenti dell’assemblea civica Matteo Massa (capogruppo di Sel in Comune), Andrea Dettori e dal coordinatore cittadino Sandro Serreli il convegno ha visto la partecipazione del sindaco di Bari  e presidente nazionale dell’Anci Antonio Decaro e quello di Parma, ex M5s, Federico Pizzarotti.

A fare da primo cerimoniere a quella che ha dato l’impressione di una prova tecnica del partito dei sindaci il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, esponente di spicco di SEL. “Siamo una squadra, indipendentemente dal posizionamento geografico e politico: incontrarci significa mettere le esperienze positive a confronto” ha dichiarato il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro (Pd). “Vogliamo costruire un’agenda urbana nazionale dove poter scrivere i temi da porre all’attenzione del Governo”, ha aggiunto e poi precisato “abbiamo chiesto al Governo di liberare i sindaci, perchè in questo modo si liberano le comunità e forse l’Italia può tornare a volare”. Al dibattito coordinato dall’editorialista di Repubblica Stefano Folli, hanno partecipato anche il sindaco di Parma fuoriuscito dal M5S, Federico Pizzarotti. “Oggi stiamo confrontando le nostre esperienze - ha detto l'ex M5S - appuntamenti come quello di oggi possono determinare comunque reazioni a catena, il 19 a Parma organizziamo un incontro sullo stesso filone: i sindaci hanno ancora una propria identità perchè pagano il prezzo del loro lavoro e questo è qualcosa che val la pena di raccontare perchè il dialogo fa venire nuove idee”.

"L'idea è proprio quella di partire dalle città, dal buongoverno - ha aggiunto Zedda - partire dalle realtà locali per creare le condizioni affinchè i Comuni siamo nuovamente messi nelle condizioni di migliorare i servizi". La carica dei sindaci, dunque?

"C'è un mondo di amministratori, di persone impegnate in politica, che non hanno più partiti, e c'è un universo di giovani che non si riconosce in nessuna forza politica esistente. Portarli a ragionare con noi sui temi può consentire di dare una speranza sul futuro. E se da ciò nasce un movimento politico che aggrega, ben venga». A pochi è sfuggito che l’iniziativa di Palazzo viceregio sia giunta all’indomani del documento-testamento di Nicola Fratoianni numero uno nazionale di SEL il quale ha  fissato per il 4 novembre il rompete le righe di chi si riconosceva nella sinistra alternativa. Un scioglimento mal digerito in Sardegna, specie da chi tra i banchi della sua giunta e negli uffici municipali dice di vestire ancora una casacca che gli è stata sfilata. Un esproprio che sembra voglia proiettare tutti, sindaci, consiglieri, dirigenti e apparati di Sel Sardegna su una nuova frontiera politica.

Renzi permettendo.

Nella foto: Palazzo viceregio. 

(06/11/2016)

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