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Sardi pronti a un'insolita domenica referendaria
Tutto in un sì o in un no

 Il 4 Dicembre si terrà il tanto discusso referendum sulla riforma della Costituzione. Cosa chiede il quesito referendario ?

Simone Murru 

Gli Italiani avranno difronte la seguente domanda:

Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione" approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Ci saranno due riquadri uno con il SI ed uno con il NO.

Al di là della scelta tra le due caselle bisognerebbe sapere su cosa viene interrogato il popolo italiano.

In sintesi con un SI si approverà la variazione della Costituzione, con un NO si lasceranno le cose come stanno.

Quali sarebbero le variazioni proposte?

 

“Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario”
Secondo l’attuale Costituzione, Camera e Senato hanno uguali compiti e poteri. Entrambe votano la fiducia al governo e approvano tutte le leggi.

In caso contrario, il nuovo Senato avrà un numero limitato di competenze sulle quali legifererà insieme alla Camera. Inoltre il nuovo Senato non potrà esprimersi sulla fiducia al governo.

 

“Riduzione nel numero del parlamentari”
Oggi il Senato consta di 315 membri mentre il nuovo Senato sarà composto da 100 senatori.

Per il momento i senatori vengono eletti direttamente. Nel nuovo Senato saranno scelti dalle assemblee regionali tra i consiglieri che le compongono e tra i sindaci della regione.

In sintesi sarà composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e cinque senatori nominati dal presidente della Repubblica che resteranno in carica per sette anni.

 

“Il contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni”
La spesa pubblica dovrebbe calare con la riduzione nel numero di senatori e altre disposizioni contenuta nella riforma.

 

 

“Soppressione del CNEL”

Il CNEL  (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, ndr), è un organo previsto dalla Costituzione (all’articolo 99) e ha lo scopo di fornire consulenza tecnica al parlamento e ha la facoltà di promuovere disegni di legge.

 

“Revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”
La modifica del Titolo V della parte seconda della Costituzione prevede una riduzione dell’autonomia delle regioni.

Il Titolo V aveva già subito una variazione con la riforma Costituzionale del 2001. Alle regioni fu garantita autonomia in campo finanziario e organizzativo e furono stabilite una serie di “competenze concorrenti”, cioè materie delle quali potevano occuparsi stato e regioni insieme.
Con la riforma, molte competenze torneranno in maniera esclusiva allo stato.

Nella foto: lista elettorale. 

 

 

 

(02/12/2016)

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